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Pelope
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mwbgPelope (mwbwin greco antico Πέλοψ?, Pèlops) è un personaggio della mwcamitologia greca. Fu un re di mwcqPisa, fondatore dei mwcggiochi olimpici, conquistatore ed mwcweponimo del mwdaPeloponneso (Πέλοπος mwdqPélopos + νῆσος mwdgnḕsos, l'isola di Pelope).cite-ref-1[1]

Contents

La gara
Note
Fonti
Moderna

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Genealogia

Figlio di mwfgTantalocite-ref-2[2] o di mwgwErmescite-ref-omer-3-0[3] e di mwiaDionecite-ref-4[4] o di Eurinassa (figlia di mwjqPattolocite-ref-5[5]) oppure Euritemiste (una mwkgninfa mwkwnaiadecite-ref-0-6-0[6]) od anche Clizia (figlia di mwmqAnfidamante),cite-ref-7[7] o di Calice.cite-ref-omer-3-1[3]

Sposò mwowIppodamia che lo rese padre dei maschi mwpaPitteo,cite-ref-8[8] mwqqTrezene,cite-ref-9[9] mwrgAlcatoocite-ref-apol3-12-7-10-0[10] mwswDimete,cite-ref-11[11] mwuaAtreo,cite-ref-2-4-6-12-0[12] mwvqTieste,cite-ref-2-4-6-12-1[12] mwwgCopreo,cite-ref-13[13] mwxwIppalcimo,cite-ref-14[14]cite-ref-15[15] Sicione,cite-ref-16[16] Epidauro,cite-ref-17[17] Cleone,cite-ref-18[18] Letreo,cite-ref-19[19] Dispontio,cite-ref-20[20] Pelope il giovane,cite-ref-referenceb-21-0[21] Argeo,cite-ref-22[22] Dias,cite-ref-23[23] Eleio, Corinto, Cinosuro, Ippaso cite-ref-24[24] e delle femmine Astidamia (moglie di mwjaAlceo),cite-ref-referencec-25-0[25] mwkqNicippe,cite-ref-referencec-25-1[25] mwlgLisidice,cite-ref-referencec-25-2[25]cite-ref-26[26] (od mwnwEuridicecite-ref-27[27]) e Mitilene (madre di Mitone).cite-ref-stephanus-28-0[28]

Fu anche padre di mwqqCrisippo avuto dalla mwqgninfa Astioche.cite-ref-29[29]cite-ref-30[30]

mwtaApollodoro scrive che sia anche il padre di mwtqScirone.cite-ref-31[31]

Mitologia

Fu il primo conquistatore del mwwqPeloponneso e il suo dominio si estese a tutta la penisola che da lui prese il nome.

Le origini

Tantalo, figlio di Zeus, per provare l'onniscienza degli dei li invitò a un banchetto in cui offrì loro le carni del giovane figlio Pelope. Essendosi accorti del macabro inganno, tutti i celesti allontanarono i piatti, eccetto mwxaDemetra che, sconvolta dalla perdita della figlia mwxqPersefone, non vi badò e si cibò di una spalla. Dopo aver punito Tantalo – condannandolo ad avere per sempre nel mwxgTartaro una fame e una sete impossibili da placare – gli dei resuscitarono Pelope, fornendogli una spalla d'mwxwavorio, creata da mwyaEfesto. Secondo altri autori Pelope era nato con quella malformazionecite-ref-32[32] e dopo essere stato assassinato, mwzqRea, la divinità della terra gli diede con un soffio nuovamente la vita.cite-ref-33[33] Secondo un'altra versione, al banchetto indetto dal padre Tantalo, al quale partecipavano anche gli dei, mw0gPoseidone vedendo Pelope se ne innamorò, portandolo con sé sull'mw0wOlimpo. A causa della colpa del padre venne però rispedito sulla terra.

La gara

Pelope inizialmente viveva nella terra lasciata dal padre, la mw1gPaflagonia, dove governava con giustizia sia la mw1wFrigia sia la mw2aLidia. Costretto da un'invasione di barbari, intraprese un viaggio attraverso la Grecia alla ricerca di un regno da governare. Giunse quindi alla corte del re mw2qEnomao. Questi, re di mw2gPisa (in mw2wElide) e figlio del dio mw3aAres, non aveva mai acconsentito a concedere la mano della figlia mw3qIppodamia ai giovani che la corteggiavano perché un mw3goracolo gli aveva predetto che sarebbe morto per mano del proprio genero. Enomao possedeva dei cavalli divini, Psilla (pulce) e Arpinna (razziatrice), perciò, sapendo di non poter essere mai battuto, proponeva ai pretendenti della figlia di gareggiare con lui in una corsa di carri: se avessero vinto, avrebbero sposato Ippodamia; in caso contrario sarebbero stati uccisi. Già tredici giovani avevano perso la vita (mw3wPausania elenca diciotto nomicite-ref-pau6-21-8-34-0[34]). Quando Pelope arrivò a Pisa con un carro leggerissimo munito di cavalli alati datigli da Poseidone, vide Ippodamia e se ne innamorò.
Terrorizzato però dalla vista delle teste inchiodate alle porte del palazzo di Enomao, mozzate agli sfortunati pretendenti, decise di vincere la gara slealmente: corruppe mw5qMirtilo (figlio di mw5gHermes, auriga del sovrano e anch'egli infatuato di Ippodamia), promettendogli che non appena avesse vinto la corsa gli avrebbe permesso di passare una notte con la principessa.
Mirtilo, accettando l'offerta di Pelope, tolse i perni degli assali del carro di Enomao e li sostituì con dei pezzi di cera; durante la corsa le ruote si staccarono, il carro si rovesciò e Enomao morì. Successivamente Pelope, certamente geloso dell'amore d'Ippodamia, annegò l'auriga che, in punto di morte e invocando Ermes, maledisse l'usurpatore e tutta la sua discendenza. Pelope, diventato re, accumulò sì ricchezze e onori ma fu causa della rovina dei suoi figli (mw6aAtreo e mw6qTieste) e della sua intera stirpe; e questo nonostante avesse tentato di procurarsi i favori di mw6gZeus istituendo le mw6wOlimpiadi. L'auriga di Pelope era mw7aCilla.

Per placare l'ira di Hermes, Pelope eresse subito un tempio per onorarlo e tentando di soffocare il rimorso della propria coscienza tributò onori eroici a Mirtilo, facendo anche gli onori ai tanti morti che avevano sfidato Enomao ed avevano perso.

I Giochi Olimpici

Dopo la sua vittoria nella gara per avere la mano di Ippodamia, Pelope organizzò corse di carri ad Olimpia come ringraziamento agli dei e come giochi funebri in onore del re Enomao.

Fu da questi eventi che i greci ebbero l'ispirazione degli antichi Giochi Olimpici ed il mito della corsa dei carri divenne importante ad Olimpia dopo l'introduzione delle medesime gare nella venticinquesima Olimpiade tenutasi nel 680 a.C.

Il culto di Pelope

Le sue mw8wossa sono conservate in un mw9asantuario del Peloponneso; il suo culto fu praticato a lungo, venendogli ogni anno sacrificato un ariete nero; inoltre i giovani partecipanti al rito si flagellavano offrendo a Pelope il proprio sangue.

Interpretazione e realtà storica

Il mito di Pelope riassume in sé diversi leit-motiv della mitologia classica. Per evidenziarne solo alcuni: il mondo dei mw9wsemidei (cui suo padre appartenne) che vive in maniera congiunta tra uomini e immortali, l'amore mw-apederastico tra una divinità e un fanciullo (per la variante che include l'infatuazione di Poseidone: cf. mw-qGanimede), la colpa da espiare, e infine, che è poi il nodo centrale della storia e il motivo per il quale l'eroe era ricordato nella mw-gGrecia antica, la fondazione delle mw-wcorse equestri e, per antonomasia, dei giochi stessi di mw-aOlimpia.

Nella iconografia classica Pelope è raffigurato sempre in relazione alla mw-ggara sul carro, qualche volta in compagnia di Ippodamia. Una sua statua a Olimpia, nel tempio di Zeus, lo presentava mw-wnudo mentre si accingeva a gareggiare. Una sua effigie era posta anche sul frontone del suddetto tempio.

La spalla d'avorio era in realtà il simbolo della sua regalità, tanto che successivamente venne identificata con uno scettro usato dai discendenti di Pelope, sino a Agamennone.cite-ref-35[35]

Pelope viene chiamato nei miti anche Cromio e si presuppone che sia il progenitore di tutti gli Achei.cite-ref-36[36]cite-ref-37[37]

Note

cite-note-11. mwarqKaroly Kerenyi, mwaruGli dei e gli eroi della Grecia, Il Saggiatore, p.mwary 298, mwarcISBNmwarg 88-428-1095-9.
cite-note-22. Igino, mwar0Fabulae mwar4124, mwar8245 & mwasa273
cite-note-omer-33. Scoli a mwasyOmero, mwascmwasgIliade 2.104b
cite-note-44. Igino, mwaswFabulae mwas082-mwas483
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cite-note-0-66. Scoli ad Euripide, mwatgOreste mwatk11
cite-note-77. Scoli ad Euripide, mwat0Oreste mwat411 from Pherecydes, fr. 93
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cite-note-1818. Pausania, mwaxk2.15.1; Scoli ad Euripide, mwaxoOreste mwaxs4
cite-note-1919. Pausanias, mwax86.22.8
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cite-note-2323. scoli a mwazuPindaro, mwazyOlimpiche 1.144c-e
cite-note-2424. Scoli ad Euripide, mwazoOreste mwazs4
cite-note-referencec-2525. Apollodoro, mwaam2.4.5
cite-note-2626. Pausania, mwaac8.14.2
cite-note-2727. mwaasDiodoro Siculo, mwaaw4.9.1
cite-note-stephanus-2828. Stefano di Bisanzio, s.v. mwabamwabeMytilēnē (Μυτιλήνη)
cite-note-2929. mwabuScholia ad mwabyEuripide, mwabcmwabgOreste, 4.
cite-note-3030. mwabwPindaro, mwab0Olimpiche, 1. 144.
cite-note-3131. Apollodoro, mwaceE.1.2
cite-note-3232. Pindaro, mwacuOlimpiche, 1, 46-51
cite-note-3333. Servio, commento a Virgilio, mwackEneide VI, 603.
cite-note-pau6-21-8-3434. mwac0(mwac4mwac8EN) mwadamwadePausania, Periegesi della Grecia VI, 21.8 e seguito, su mwaditheoi.com. mwadmURL consultato il 10 maggio 2019.
cite-note-3535. Omero, mwadcIliade, libro II, 101-108.
cite-note-3636. Pindaro, mwadsOlimpica, III, 23.
cite-note-3737. Omero, mwad8Iliade, II, 104.

Bibliografia

Fonti

• mwaeqOvidio, mwaeumwaeyMetamorfosi VI 406.
• mwaegPseudo-Apollodoro, mwaekEpitome II,3.
• mwaesPindaro, mwaewOlimpica 1.
• mwae4Igino, mwae8mwafaFabulae 83.

Moderna

• mwafqRobert Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, 1979, ISBN 88-304-0923-5.
• mwafyAnna Ferrari, Dizionario di mitologia, Litopres, UTET, 2006, ISBN 88-02-07481-X.
• mwafgAnna Maria Carassiti, Dizionario di mitologia classica, Roma, Newton, 2005, ISBN 88-8289-539-4.

Voci correlate

• mwafwRisurrezione
• mwaf4Cilla

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Pelope

Collegamenti esterni

• citerefsapere-itPèlope, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Pelops, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Pelope, in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• citereftheoi-project(EN) Pelope, su Theoi Project.
• citerefgoodreads(EN) Pelope, su Goodreads.
• mwagu(EN) Il sacrificio di Pelope, su haidukpress.com. URL consultato il 18 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 1º ottobre 2009).